Montezuma è entrato nella storia attraverso l'ottica dei vincitori. Questa biografia si basa invece su fonti indie, su quanto l'archeologia e l'antropologia hanno rivelato sulle antiche popolazioni del Messico e mostra la tragedia del crollo dell'impero vissuta dai vinti. Il racconto descrive il periodo che precede l'arrivo delle "case galleggianti" da cui sbarcarono stranieri vestiti di "pietra grigia" in sella a "daini senza corna". In questa parte è analizzata anche la formazione del sovrano come astrologo e guerriero, il suo ruolo nella creazione di un impero rapace e oppressivo. Una ricostruzione che permette di individuare il codice religioso attraverso cui il principe interpretava l'invasione. Con un saggio di Italo Calvino.
Richard Tull e Gwyn Barry sono amici, compagni di università, entrambi scrittori. Ma Gwyn è uno scrittore di successo, Richard un fallito. Eppure era partito meglio dell'amico, aveva pubblicato un libro apprezzato dai critici ed era considerato una promessa. Ma Richard si nutre di odio: odio verso l'amico, invidia per il suo successo. Non solo sete di vendetta, ma desiderio di umiliare Gwyn sullo stesso terreno in cui egli stesso è stato umiliato. Su tutto e tutti regna "l'informazione", la massa di notizie che ci sommerge e ci rende spettatori irrequieti e invidiosi dei successi altrui.
I temi trattati in questo studio sono quelli tradizionali di un corso universitario di base di psicologia generale: sensazione e percezione, attenzione e apprendimento, memoria, intelligenza e problem solving, linguaggio, emozione e motivazione. A questi ultimi due argomenti è dedicata una particolare attenzione, allo scopo di riequilibrare la trattazione dei processi affettivi spesso trascurati rispetto a quelli cognitivi. Ogni capitolo tratta le maggiori teorie psicologiche sul tema, con il supporto delle ricerche sperimentali che le hanno confermate e con diversi esempi pratici. Obiettivo delle autrici è quello di portare i problemi della ricerca psicologica fuori dal laboratorio, in situazioni di vita quotidiana.
Una morte scomoda mette in moto una spirale di inquietanti interrogativi nel Perù degli anni Cinquanta: una riflessione sull'ambiguità della realtà e le menzogne della storia.
"Un paesino di campagna, tra Piemonte e Liguria. Di lì è partito, anni fa, il pittore Orlando. Tornando ai luoghi dell'infanzia egli scopre che è in vendita la casa rosa della sua maestra e, senza sapere perché, la compra. Niente di più pacifico. Ma poi la casa, o la maestra che vi è morta, manda segnali, esprime una sua precisa e un po' sinistra volontà. Non rifiutando nessun mezzo... Ma l'autrice non ama lo spettrale, di marca orrifica. Ama l'ironia, il mistero sottilmente alluso... Eppure per tutto il corso del libro siamo rimasti col fiato sospeso. E abbiamo accolto, senza quasi avvedercene, una musicale lezione che ricorda certi finali sussurrati di Cechov". (Italo A. Chiusano)
Un volume dedicato al ricordo delle persone care ormai scomparse, da Scheiwiller a Maria Corti, alla Milano dei Navigli, ai tanti interlocutori-scrivani divenuti i primi destinatari delle intuizioni e del talento dell'autrice, alla sofferenza e alla solitudine, come dati che accomunano ogni esistenza; alla solidarietà umana e alla vocazione a coltivare quanto di meglio la vita offre nei suoi dettagli quotidiani. "Si esce da questo libro - annota Ambrogio Borsani nella sua introduzione - con la memoria di una scissione insanabile del linguaggio legato ai movimenti dell'esperienza, di una modulazione drammatica e musicale che i versi riflettono".
Nel collegio di Clerval, vicino a Orléans, il giovane professore di storia e geografia si suicida, lanciandosi dalla finestra della sua classe. A sostituirlo viene chiamato Pierre Hoffmann che deve subito confrontarsi con gli strani atteggiamenti degli allievi. Un gruppo impenetrabile di adolescenti stranamente silenziosi e disciplinati, in cui si insinua una ostilità diffusa, una sorda violenza che potrebbe esplodere da un momento all'altro. Angeli perversi affascinati dalla morte, che coltivano il gusto della crudeltà. Una storia di malessere, violenza e angoscia dal finale ineluttabile.
Nei giorni precedenti la guerra all'Iraq, Hans Blix era alla testa degli ispettori dell'ONU che dovevano riscontrare l'effettiva presenza di armi di distruzione di massa nel paese. Di quei giorni del marzo 2003, che culminarono con la dichiarazione di guerra, Blix ricorda le tensioni e le frustrazioni delle sue riunioni con Blair, Bush, Chirac, Dick Cheney e Kofi Annan. Si chiede se la guerra poteva essere evitata, se l'Iraq possedesse quelle armi e perché Stati Uniti e Gran Bretagna non hanno saputo assicurarsi l'appoggio degli stati membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Una testimonianza di un evento determinante degli ultimi anni, ma anche una considerazione su quale tipo di pace e di sicurezza mondiale il futuro ci riservi.
Jorge Amado nel 1937, a venticinque anni, è scrittore già noto sia in patria sia negli altri paesi dell'America Latina. Questo libro - che è la raccolta delle sue impressioni di viaggio - sembra quasi la prova generale che prelude alla scelta del cammino letterario da percorrere. Tra descrizioni di luoghi visitati e improvvisi lirismi, balza fuori lo scrittore a venire: spiritoso, ironico, impareggiabile descrittore di personaggi e di caratteri. Attraverso le impressioni di questo lungo viaggio compiuto nelle Americhe veniamo a conoscere anche l'uomo che Jorge Amado è stato, con le sue manie, le sue paure, gli entusiasmi, le avversioni, la passione politica, l'amore per la sua terra, la disponibilità verso il prossimo, la curiosità per ogni cosa o persona.
Lo scrittore iberico rivolge il proprio sguardo verso altri scrittori: non sulle loro opere, ma sulle loro vite, sulle passioni e sugli odi, le manie, le grandezze, le miserie. L'idea è quella di raccontare questi letterati "conosciuti da tutti come personaggi da romanzo, al di là della fama o dell'oblio". Ed ecco un gruppo di brevi biografie, ritratti di autori e autrici di culto: Faulkner e Conrad, Tomasi di Lampedusa e Henry James, Kipling e Rimbaud, Wilde e Mishima. Autori scelti sull'onda del gusto, da lettore, e con soltanto due regole: che i prescelti non fossero in vita e che non fossero spagnoli. Due sezioni presentano ritratti di donne meno note, ma dalle vite singolari, e riflessioni su fotografie famose di scrittori.
In questo saggio Foucault analizza le varie forme in cui in ogni società la produzione del discorso è al tempo stesso controllata e selezionata, in modo da scongiurarne i pericoli e da padroneggiarla. Il volume contiene anche la "planchette" di candidatura al Collège de France, intitolata "Titoli e lavori", in cui lo studioso offre una sintesi di tutte le sue ricerche anteriori, illustrando il cammino percorso fino ad allora e delinea alcuni dei problemi e dei campi che avrebbero dovuto essere oggetto delle sue indagini e del suo insegnamento negli anni a venire. A completare il saggio due interventi di Jules Vuillemin, autore della presentazione alla titolarità nel Collège di Foucault.
La storia della costruzione dell'Impero Britannico nel Mediterraneo, in America del Nord, in India e in Afghanistan tra il Seicento e l'epoca vittoriana. Le imprese d'oltremare inglesi hanno sempre dovuto fare i conti con l'ampiezza dell'Impero, la varietà delle popolazioni sottomesse, le carenze delle forze armate e le divisioni interne. L'autrice ricorre a una quantità di racconti di prigionieri di diversa provenienza etnica e sociale, dall'inizio del diciassettesimo secolo fino all'età vittoriana, per disegnare le complicate dinamiche intercorse fra invasori e invasi. Testimonianze usate per tracciare i mutevoli confini dell'Impero e i suoi diversi atteggiamenti verso l'Islam, lo schiavismo, le razze e i rivoluzionari americani.