Tornano, in questa raccolta di racconti inediti, i personaggi che sono stati protagonisti de "Il petalo cremisi e il bianco" (2003, Einaudi): da William Rackham, l'erede dell'industria profumiera, alla piccola Sophie, ma soprattutto Sugar, la giovane prostituta, la più ricercata. Storie brevi che raccontano il prima e il dopo del "Petalo cremisi".
Alex Portnoy ha trentrè anni ed è commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Nel lavoro è abile, intransigente, stimato. Il libro riporta il monologo di Alex che, dall'analista ripercorre la sua vita per capire perché è travolto dai desideri che ripugnano alla "mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri".
"'L'Italia del Novecento' è la descrizione dell'Italia e degli italiani attraverso lo sguardo delle istituzioni e dei partiti, quello dei fotografi professionisti o delle agenzie e quello stesso degli italiani che si sono autorappresentati attraverso la fotografia di famiglia. Dall'incrocio di questi sguardi emerge una storia italiana in cui la complementarità tra locale, regionale e nazionale rappresenta la soluzione adottata, autonomamente dal basso, per sopperire alle carenze dell'"artificialismo" statuale; queste identità locali sono infatti sopravvissute con spontanea vitalità, non ponendosi in alternativa alo Stato unitario ma semmai sottolineando i limiti nella capacità di attivare un efficace processo di integrazione." (G. De Luna)
Rappresentato per la prima volta nel 1993, e poi più volte ripreso nel corso di questi anni, "Oylem Goylem" è tra le opere meglio riuscite di Moni Ovadia, che coniuga in una sintesi unica umorismo, pathos e interiorità. Il cofanetto contiene un libro e un DVD con lo spettacolo più uno "speciale", registrato per questa occasione, nel quale Moni Ovadia racconta come è nato il suo interesse per il recupero della cultura ebraica dell'Europa dell'Est.
Nel ristretto spazio di tempo (dal 19 gennaio al 30 luglio 1938) in cui viene redatto, il diario registra gli alti e i bassi della tormentata relazione della ventiseienne Elsa con Alberto Moravia. Sotto forma di lettere a un illusorio Antonio, queste pagine giovanili presentano già quello sguardo meticoloso e insieme fantastico che sarà proprio della Morante matura. Il diario è stato pubblicato nella collana "Saggi brevi" nel 1989.
Il Gengis è un potente di oggi: quasi la versione contemporanea di Gengis Khan, il Signore dei Mongoli che ebbe l'ambizione di creare il più vasto impero della storia. Un uomo che ha tutto, vuole tutto. Tommaso è un fumettista e vignettista satirico. Maestro di parodie, ha sempre combattuto l'insensatezza dell'età moderna, la sopraffazione mediatica e quanti provocano la morte della poesia. Il Gengis saccheggia la vita di Tommaso, che disprezza come l'opposto di sé. Gli distrugge l'ordine della famiglia: gli porta via la moglie Pupe, gli strappa Duccio, un bambino che Tommaso ama come e più di un figlio. Tommaso attraversa, dapprima, la sua personale discesa agli inferi, ma poi reagisce con l'unica freccia al suo arco: l'ironia.
In questo suo primo libro di poesie, il grande talento di Haddon nel narrare storie e la sua incontenibile immaginazione si fondono e danno vita a una raccolta audace e coinvolgente, sospesa tra tenerezza e malinconia. In questo libro si trovano canzoni d'amore venate di amarezza, liriche costruite sullo humour, ninnenanne, ironici scherzi postmoderni e un intero romanzo di John Buchan condensato in cinque pagine.
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.
Il diciannovenne caporale Rigoni, conoscitore di ogni sentiero, bosco e dirupo, racconta un anno di guerra e due campagne militari, in Francia e in Grecia: la scoperta della fame, la tristezza di combattere senza un perché, di occupare paesini arrampicati sulle costole di montagne straniere eppure tanto simili a quelle di casa propria.