Cosa sarebbe stato Nerone senza sua madre Agrippina? Quale rapporto legò quel fanciullo fragile e geniale al suo precettore Seneca? Perché Caio Giulio Cesare, che aveva capito l'insufficienza delle istituzioni repubblicane rispetto all'estensione dell'Impero, non osò fare l'ultimo passo, proclamandosi imperatore? E ancora: Tiberio fu davvero quel mostro di libidine che Svetonio ci racconta? Si può veramente arrivare a reggere il governo del mondo allora conosciuto essendo una tale frivola, degenerata, nullità?
Il pastore John Ames sarà morto quando suo figlio aprirà la lettera che gli sta scrivendo. Siamo nel 1956, John ha 76 anni e sente che la fine è prossima. Dieci anni prima ha incontrato l'attuale signora Ames, molto piú giovane di lui. La donna aveva sofferto molto: il pastore se ne innamorò e in lui la ragazza ha trovato conforto e assistenza. Ora sembra proprio che siano felici, sotto ogni punto di vista. Il vecchio padre sente che il figlio di sei anni non potrà mai veramente conoscere la sua storia. A Gilead, Iowa, la città che non ha mai lasciato, Ames inizia cosí a scrivere una specie di testamento, la storia della sua famiglia. Racconta di suo nonno, un uomo impegnato nelle lotte contro la schiavitù, del padre pacifista durante la guerra di Secessione. E poi si chiede: cosa ho imparato io da tutti voi?
All'inizio del XX secolo, la malaria era il problema principale della sanità pubblica italiana. Era causa di scarsa produttività, povertà e arretratezza economica, e aveva inoltre bloccato l'alfabetizzazione, limitato la partecipazione politica e indebolito l'esercito. Questo libro racconta in che modo l'Italia divenne il principale centro mondiale per lo sviluppo della malariologia, prima paese a lanciare una campagna nazionale per debellare la malattia. L'autore segue gli avanzamenti iniziali, le battute d'arresto, e la vittoria finale contro la malattia avvenuta alla fine della Seconda guerra mondiale. Mostra in che modo le professioni mediche e l'istruzione contribuirono a educare la popolazione all'autodifesa e come parallelamente ne beneficiarono i commerci e le libertà civili. Tratta inoltre degli sforzi antimalaria del regime di Mussolini, e rivela i particolari scioccanti, e inediti, del rilascio intenzionale da parte dell'esercito tedesco di larve di zanzare fra i civili italiani dell'Agro Pontino, per rallentare l'avanzata delle truppe alleate.
Chi ha rubato il piccolo secrétaire di mogano contenente un biglietto vincente della lotteria? Chi ha rubato "La lampada ebrea", il diamante blu, gioiello della Corona di Francia? Arséne Lupin, sempre lui, l'eterno innamorato della Dama Bionda, insolente e ingegnoso come non mai, riesce a eludere ogni astuzia dell'inglese con astuzie ancora piú stupefacenti. Questo romanzo presenta, attraverso due casi enigmatici, un vero e proprio confronto tra il migliore detective e il migliore ladro della storia: la deduzione contro la fantasia, la logica contro l'immaginazione e il lavoro ben fatto contro il talento innato. Questa volta Lupin dovrà utilizzare tutti i suoi trucchi (cambio di identità, ingegno e disinvoltura) per burlare un detective il cui talento è di molto superiore a quello del commissario Ganimard.
Invitato da una città africana a una conferenza internazionale sui destini africani nella letteratura il narratore-scrittore, d'origine russa, rammenta fatti avvenuti 25 anni prima: una notte di grande paura nella foresta del Lunda Norte, nel nord dell'Angola, quando, rinchiuso in una capanna, è prigioniero dei soldati dell'UNITA in compagnia di un altro russo e di un corpo che pare inanimato. Scovando nella memoria il viso e la voce di Elias Almeida, decide di scrivere la vita della persona cui aveva tentato, scambiandolo per un cadavere, di rubare una penna: è Elias, un angolano impegnato in una causa da molto tempo perduta, un uomo coraggioso, amato dalle donne, ma che conserva un attaccamento inspiegabile per una sola di loro, Anne.
Con il referendum del 1987 l'Italia ha deciso di chiudere le sue centrali nucleari. Ma oggi la battaglia per l'ambiente passa per una politica energetica che non escluda il nucleare, come fonte energetica a zero emissioni di idrocarburi e come unica vera alternativa alla dipendenza energetica delle importazioni di gas e petrolio. Il leader storico dell'ambientalismo italiano spiega perché e, nel farlo, ripercorre vent'anni di discussione pubblica italiana sulle politiche ambientali ed energetiche. Racconta le tappe della discussione fino all'arrivo della legge del 1987, e spiega quella che per lui non è un'abiura del verbo ambientalista, ma l'espressione della consapevolezza che la soluzione sia nelle tecnologie. Innanzitutto in quelle che ci possono consentire di usare l'energia in modo più efficiente, nelle fonti alternative, nel miglioramento dei consumi e dei combustibili nei trasporti, ma anche nell'uso dell'energia nucleare.
Il racconto di un uomo nato nelle gelide steppe siberiane e ossessionato dalla favolosa Atlantide, e della sua eccezionale nonna materna, Charlotte, fonte inesauribile di storie. Figlia di una famiglia francese trasferitasi in Russia nel 1903, poco dopo la visita dello Zar Nicola II a Parigi, Charlotte, una donna colta, nostalgica della città e dei suoi caffé, racconta al nipote, figlio dell'era poststalinista, cose stravaganti lette da vecchi giornali che occulta in una valigia; ma racconta anche favole, recita poemi in francese, mostra vecchie foto che portano il nipote lontano dalla misera realtà e che lo convincono che Atlantide esiste e che merita di essere conquistata.
Questo volume riunisce i capolavori narrativi di Cesare Pavese. Testi che dipingono con straordinaria efficacia i temi più cari alla poetica di Pavese, dall'impegno politico al disagio esistenziale, dalla perdita dell'innocenza all'ineluttabile destino dell'uomo, rivelando allo stesso tempo la tormentata personalità artistica di uno degli scrittori che hanno segnato piú in profondità il Novecento.
Da dove nasce il fascino irresistibile di alcune città? Da dove si sprigiona il disagio alienante di molte altre? Quali fattori ne determinano le sorti? Lo spartito delle infinite variazioni sul tema urbano è orchestrato da episodi irripetibili e da processi di lungo periodo, da scelte individuali e da pressioni collettive. I mutamenti demografici e le innovazioni tecnologiche degli ultimi tre secoli, le utopie sociali dell'Ottocento, il potere delle odierne multinazionali e l'evoluzione professionale del design sono solo alcune delle forze storiche che hanno modellato le città, nei dettagli della loro forma materiale e nell'insieme del loro segno metaforico. Su questa base, Rykwert apre al lettore il ventaglio dei paesaggi urbani del globo: Città del Messico e Shanghai, Londra e Parigi, Berlino e Barcellona, Brasilia e Nuova Delhi, ma anche le onnipresenti baraccopoli, le periferie, le cinture verdi e i quartieri di lusso, i parchi tematici e le città giardino, da Disneyland all'area milanese della Bicocca; fino, naturalmente, a New York, all'ombra della tragedia dell'11 settembre. Sintesi personale e documentata dei processi storici e culturali che hanno dato vita ai tessuti urbani del presente globalizzato, l'ultimo libro di Rykwert è un percorso nella carne e nello spirito delle città moderne, per capirne i valori materiali e simbolici, le articolazioni economiche e architettoniche, i presupposti sociali e artistici.
I diversi capitoli delle "Regole del metodo sociologico" sono dedicati rispettivamente alla determinazione del concetto di "fatto sociale", alle condizioni dell'osservazione dei fatti sociali, al problema della spiegazione sociologica e a quello della verificazione in sociologia. Attraverso quest'analisi Durkheim ha formulato i principi di una sociologia concepita come scienza oggettiva, che trae le condizioni della propria validità dalla capacità di determinare un campo autonomo di ricerca e di procedere alla spiegazione dei fatti sociali sulla base del riferimento ad altri fatti anch'essi di natura sociale, e non già a fenomeni di altra natura. Nei saggi di Sociologia e filosofia Durkheim cerca di impiegare i presupposti dell'analisi sociologica in vista di una piú oggettiva comprensione dei fenomeni morali e dei giudizi di valore.
Insieme a Gombrowicz e Witkiewicz, Bruno Schulz completa la grande triade della letteratura polacca del Novecento. I suoi racconti costituiscono un unico ciclo di ricordi d'infanzia, un album di abbaglianti quadretti a colori dove la fanciullezza riappare rimescolata e incongrua come nei sogni. Tutto ruota attorno ad un padre mattoide, venditore di stoffe in un quartiere dove proliferano odorose botteghe di merci rare. Lo stile pirotecnico, prodigo di aggettivi e incline all'ornamento metaforico, lascia trasparire, dietro l'esuberanza irrefrenabile delle immagini grottesche e il furore analogico, la miseria e il decadimento dell'impero asburgico. Tra oggetti che si animano e personaggi che si deformano in fantocci, Schulz fa della gioventù l'archivio di ogni scoperta.
Esercizi di scrittura creativa, lezioni, istruzioni per la composizione di una short-story, note sull'arte della concisione. L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di piú che un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni '70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing - in un periodo segnato dalla devastazione dell'alcolismo - e quelle lezioni oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria furono per Carver un modo per riflettere sul senso del narrare e per confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Checov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story.