È dai tempi delle parole di Platone sul ruolo dei poeti che l'arte è al centro dell'attenzione dei filosofi. Questa sistematica introduzione alla filosofia dell'arte considera le riflessioni che da Platone, Kant, Hegel, giungono fino ad Adorno, Heidegger, Gadamer e Goodman e s'interroga su quale valore e funzione abbia l'esperienza artistica per l'uomo. Il volume illustra i principali temi e concetti che hanno contribuito a definire nella storia l'espressione artistica e in particolare i confini di quel peculiare processo di comunicazione che ha luogo solo grazie all'arte. Georg Bertram risponde a quesiti centrali: che cos'è l'arte? quando vi è arte? qual è il valore dell'arte per l'uomo? E invita il lettore a partecipare con lui nella riflessione.
Il primo viaggio è quello realizzato nel 1503 da Giovanni da Empoli, giovane mercante fiorentino, che si imbarca sulle navi che conducono per la prima volta Alfonso de Albuquerque sulle rive dell'India. È l'inizio di un'avventura che durerà per quindici anni e che vedrà Giovanni partecipare ad alcuni dei più importanti eventi della prima globalizzazione. Tre viaggi in tutto, durante i quali toccherà le rive del Brasile, dell'Africa orientale, dell'India, della Malesia, di Sumatra e della Cina e sarà testimone di eventi fondamentali come la battaglia di Goa nel 1510, la presa di Malacca nel 1511, la prima missione diplomatica portoghese in Cina nel 1517. Il secondo viaggio è quello realizzato dall'autore sulle orme di quel suo antenato cinque secoli dopo: Goa, Malacca, Sumatra, Canton. Oltre a rievocare il viaggio dell'antenato, si raccontano i mutamenti che l'Oriente sta vivendo oggi. Ognuna delle tappe, di conseguenza, si è trasformata in un'occasione per esplorare un aspetto del risveglio asiatico e della nuova globalizzazione del mondo: dal boom delle fedi orientali (Goa) alla rinascita di città stato globali come la Malacca dell'epoca (Singapore, a soli 200 km di distanza). Dai buchi neri della globalizzazione (con la pirateria che fa la sua ricomparsa sulle coste di Sumatra), alla questione urbana nel sud della Cina (che è stato il primo laboratorio del capitalismo cinese già a partire dall'inizio degli anni '80).
Un uomo di mare approda, sarebbe meglio dire si arena, ad Acraia, un paese dove la vita scorre lenta fra ricordi e pettegolezzi. La permanenza in quel paese diviso a metà da una strada detta "la via" è per lo straniero picaresca e avventurosa, sia per le figure epiche che vi abitano, sia perché la velocità del cambiamento storico e generazionale di quel paesino di provincia si rivela drammatica e sorprendente, emblematica di una mutazione più generale. Le figure di spicco sono: Donna Rosita, una donna potente e misteriosa, vero centro focale della vita di tutti, e i tre Generali, studiosi della battaglia di Montecassino. A loro si accosta un brulicare di vite, di nuove e vecchie tensioni, di bisogni nuovi ed eterni: insomma un intero mondo in cammino, che racconta e si racconta attraverso lo sguardo dell'enigmatico forestiero.
Dopo la raccolta "Opera sull'acqua", nella quale si cimentava per la prima volta con l'"azzardo dei versi", con queste nuove poesie, che incrociano alcuni temi di quel fortunato esordio poetico, Erri De Luca dà vita a una silloge di raggiunta maturità compositiva. Le sue poesie raccontano. Raccolgono personaggi, viaggi e dialoghi. Parlano di incontri e di volti. Sono tracce che indicano una storia possibile o tutta già avvenuta in un solo gesto istantaneo ed eterno. L'amicizia, i genitori, l'amore, la Napoli della sua prima infanzia, le missioni umanitarie in Bosnia o in Sudan. In questo libro Erri De Luca si racconta e si mette in gioco con poesie che trascendono sempre l'autobiografia per diventare messaggi sapienzali per chiunque apprezzi un atteggiamento di fermezza ma mai di arroganza nei confronti della vita degli uomini.
Alcuni slogan del linguaggio politico cinese sono entrati nell'immaginario collettivo di un'intera generazione di occidentali, dalla fine degli anni '60 a tutti gli anni 70. Allo stesso modo, essi hanno marcato alcune fasi salienti della storia della Cina moderna. Rileggere questi slogan significa ricomporre il quadro sociale e politico del tempo, ma conduce anche ad altre interessanti scoperte. Nella Cina post-moderna, il famoso slogan maoista "servire il popolo" è diventato il nome di un sito di e-commerce, dove acquistare, tra gli altri, "prodotti per soli adulti". Allo stesso tempo, anche la politica attuale continua a produrre parole d'ordine come viatico a profondissime trasformazioni, dall'"arrichitevi innanzitutto" coniato da Deng Xiaoping, al sacrosanto "la povertà non è socialista". Agli slogan veri e propri si affiancano espressioni e modi di dire dallo straordinario potere evocativo: il libro ci aiuta a scoprire cosa siano "gli otto vecchiumi" o il "demone-toro e lo spirito-serpente". In ossequio alla tradizione, la Cina continua a "usare il passato per servire il presente".
Da anni Paolo Crepet viaggia lungo l'Italia incontrando genitori, studenti, insegnanti, educatori, per comprendere i motivi della crisi silenziosa che attraversa la scuola e la famiglia. Da questo lavoro di ascolto sono nate le riflessioni contenute in "Non siamo capaci di ascoltarli", "Voi, noi" e "I figli non crescono più", qui riuniti in un unico volume come capitoli di una stessa opera che parla di una sola, grande e dimenticata questione: l'emergenza educativa. Mai come oggi una generazione di giovani aveva vissuto altrettanto benessere e disarmante vulnerabilità. Ragazze e ragazzi cresciuti senza conoscere il senso della frustrazione e del dolore, che tentano di sopravvivere aggrappati a un presente imbalsamato di privilegi, terrorizzati da un futuro insicuro. Giovani che rischiano di invecchiare senza maturare. Identità fragili cresciute in famiglie fragili. Genitori eternamente indecisi tra il ruolo di amici o complici, fra severità e buonismo, controllo e fiducia. Il rischio più grande è che "i ragazzi siano costretti ad attraversare la vita in equilibrio su una corda sospesa nel vuoto. Mentre gli adulti non sembrano più in grado di alzare il loro sguardo al cielo".
L'ultimo volume dell'autobiografia di Simone de Beauvoir, dopo "Memorie d'una ragazza perbene", "L'età forte", "La forza delle cose" e "La cerimonia degli addii". Gli anni Sessanta raccontati con la franchezza e la curiosità intellettuale che hanno reso famosa la scrittrice. Troviamo in queste pagine protagonisti e comparse di una stagione gremita di eventi, che hanno avuto la loro immagine emblematica nel Maggio francese. Ci sono i rapporti con Sartre, con la famiglia e con gli amici, i viaggi (Roma, la Russia, Israele, il Giappone), le passioni letterarie e politiche, i sogni, i film, le delusioni, gli incontri memorabili e quelli fuggitivi. Un racconto gremito di fatti, cose, sensazioni, che affronta con vitale ottimismo anche i temi più cari alla scrittrice: la condizione femminile, la malattia, la vecchiaia.
Nell'Italia del 1944, in un'Italia devastata dalla guerra civile, prende vita la drammatica vicenda del partigiano Milton, un personaggio molto diverso dal più famoso partigiano Johnny, eppure in qualche modo a lui complementare. Lo stesso Fenoglio ne sottolineò la specularità: "Milton è un'altra faccia, più dura, del sentimentale e dello snob Johnny".
Servendosi di diari, lettere, album, l'autrice tratteggia, trasfigurate dalla fantasia, tutte le generazioni della sua antica famiglia dietro le quali si intravede l'evoluzione di una società, dei suoi costumi e abitudini. Un percorso a ritroso nel tempo che attraverso il destino dei singoli restituisce il senso più generale e profondo del mondo e della storia. Con la cronologia della vita e delle opere.
Con questo ottavo volume in due tomi dedicato al Novecento, che si avvale di un'introduzione generale di Carlo Ossola, si completa in edizione tascabile un'opera fondamentale per chiunque voglia conoscere o approfondire la tradizione poetica italiana. Da Gozzano ai Crepuscolari, dai Futuristi a Campana e Rebora, da Saba, Ungaretti e Montale al dopoguerra e alla contemporaneità (Pasolini, Caproni, Zanzotto, Luzi, Giudici...), senza tralasciare una nutrita sezione dedicata ai grandi dialettali: la poesia del secolo appena trascorso si rivela in tutta la sua straordinaria varietà di accenti stilistici, linguistici e formali. Ogni sezione è accompagnata da un'introduzione specifica; le note a piè di pagina propongono nuove interpretazioni e significati testuali. Completano l'edizione le note filologiche e bio-bibliografiche, l'indice degli autori e degli incipit.
"Casse-pipe" è in argot il tiro a segno e, per estensione, la guerra, dove i soldati sono esposti come pipe di gesso alla casualità del bersaglio. Ferdinand all'inizio del romanzo si presenta al cancello del 12° Corazzieri di stanza a Rambouillet. È la sera del 3 ottobre 1912. Viaggio al termine di una sola notte, il libro racconta quel che accadde alla recluta parigina: ultima arrivata, e dunque vittima designata di una serie di violenze non soltanto verbali, testimone di un crescendo di grottesca demenza. La sua pattuglia vaga per tutta la notte sotto la pioggia, tra cavalli impazziti, alla ricerca di una parola d'ordine che nessuno ricorda più.
"Quoi? L'Éternité" è l'ultimo romanzo della saga familiare della scrittrice francese inaugurata con Care memorie e proseguita con "Archivi del nord". Personaggi e ambienti si inseriscono qui in un affascinante panorama della società del primo Novecento: accanto alle inquietudini del padre, la Parigi piccolo-borghese, le spiagge della Costa Azzurra, i circoli mondani di Pietroburgo. All'immobilità aristocratica degli interni, tutta patriottismo, fronzoli e pizzi, si alternano vicende di amori clandestini, passioni omosessuali, uccisioni volontarie: un turbinare di eventi, di tragedie pubbliche e private, in un continuo alternarsi di ricordi e ricostruzione storica.