Per la prima volta tradotto integralmente, Sopra eroi e tombe è una storia d'amore, mistero e follia che passa attraverso le vicende dei singoli personaggi (alcuni, come Alejandra, indimenticabili), quelle di una famiglia «maledetta», quelle di alcune fasi della storia argentina. È soprattutto un romanzo che racconta l'inestricabile compresenza nella vita di luce e buio, di sentimenti radiosi e perversioni, di lunghe angosce e attimi di felicità.
Un libro che mescola tutti i generi romanzeschi, dal gotico al sentimentale, dal filosofico alla satira sociale, ma che alla fine può essere classificato solo, come ha scritto Gombrowicz, «nel genere sospetto di quei romanzi che si leggono d'un fiato e quando li abbiamo finiti ci si accorge che sono le quattro del mattino».
Alejandra è una ragazza affascinante ma enigmatica e scostante. Epilettica, sonnambula, sembra possedere attitudini paranormali, oppure è solo agitata da forze più grandi di lei, che non riesce, o non vuole, dominare.
E nasconde un inconfessabile mistero.
Martín, invece, è un innamorato possessivo e un po' noioso. Per lui stare con Alejandra è un'esperienza sconvolgente in tutti i sensi, che lo può portare dall'estasi all'angoscia in pochi minuti.
Bruno è un intellettuale dal carattere contemplativo, tendente alla malinconia e al rimpianto, alla ricerca di un'impossibile saggezza.
Fernando è un paranoico ossessionato dall'idea che tutti i ciechi facciano parte di una setta demoniaca destinata alla conquista del mondo. Percorre il suo viaggio nei territori del male e della perversione con la più raffinata e paradossale lucidità.
Ma tutta la sua famiglia, gli Olmos, depositari di antichi valori, sono toccati dalla tara della follia e del decadimento. In attesa di una tragica e spettacolare purificazione.
Un'idea-guida muove l'articolata riflessione di Gustavo Zagrebelsky intorno alla legge: il diritto è una dimensione del vivere comune che non si lascia racchiudere e ridurre alla volontà di un qualunque legislatore e nemmeno si lascia dedurre da un qualche principio astratto di razionalità naturale o giustizia. La legge non vive isolata, costretta entro le rigide maglie di un mondo astratto, ma è calata nel contesto giuridico che le sta intorno. È essa stessa forma della convivenza. Né, tanto più, si può pensare il diritto come una realtà separata, avulsa dalle condizioni storiche, politiche, sociali e culturali in cui esso è chiamato a prestare i suoi servigi. Agire secondo diritto richiede agli attori, legislatori, giudici e giuristi in genere, la consapevolezza della loro posizione entro le istituzioni del diritto e dell'ethos che ne deriva. Questo ethos è, per ora, quello di una società plurale, aperta all'accoglienza.
«Intorno alla legge» - il titolo del libro - allude proprio alla rete di interrelazioni e tensioni in cui l'universo giuridico è immerso, costantemente avvolto.
I soggetti dei ventidue racconti contenuti in questa prima raccolta di Raymond Carver sono già gli stessi di sempre: uomini e donne sull'orlo, o già al di là, della perdizione, disoccupati, alcolisti, gente incapace di creare e mantenere rapporti sentimentali veri e solidi.
Ma, mescolato al disincanto con cui Carver sa raffigurare alienazioni e mancanze, spunta qui e là un tratto più emotivo, passionale, in qualche caso un dettaglio erotico o comico. In una parola, una qualità affettuosamente «umana».
Nel racconto Collettori, ad esempio, l'inattività un po' angosciosa di un disoccupato che in una giornata piovosa guarda con una certa apprensione fuori della finestra di casa temendo la comparsa di collettori delle tasse, è interrotta dall'arrivo inaspettato di un venditore ambulante di aspirapolvere, un altro genere di «collettore» - un po' avanti negli anni, grasso, raffreddato, stanco, a sua volta una figura di perdente sociale - che, con il pretesto di una pulizia gratuita di moquette e materassi, si introduce in casa e, sordo alle timide proteste del disoccupato, si mette al lavoro. Giunto in camera da letto, bastano poche righe, un solo sguardo, - «Non c'era altro che un letto e una finestra. Le coperte erano ammucchiate sul pavimento. Sul materasso c'erano solo un lenzuolo e un cuscino. Si è messo a fissare il materasso, poi mi ha lanciato uno sguardo con la coda dell'occhio. Sono andato in cucina e ho preso la sedia. Mi sono seduto sulla soglia e mi sono messo a guardare» - ed è come se i due si vedessero davvero per quello che sono, un disoccupato solo, forse lasciato dalla moglie, e un anziano venditore porta a porta senza prospettive, e sembra crearsi una solidarietà o almeno una comunanza fugace ma limpida. È una comunanza per nulla glorificata, per nulla lirica o solutrice. Dura poco, è imperfetta, un po' opportunista, non consola, anzi, è quasi sempre tragica, ma è perfettamente umana.
Come tragicamente umane sono la lontananza e la bieca prevaricazione raffigurate in Loro non sono tuo marito, dove Earl, un rappresentante senza occupazione, costringe la moglie Doreen a una dieta estenuante dopo aver ascoltato, nel ristorante dove lei lavora come cameriera, i commenti impietosi di due avventori sulle sue forme. C'è meschinità nella vergogna provata da Earl, c'è crudeltà nel trattamento che infligge alla moglie nell'assurda speranza di sanare il proprio orgoglio ferito. E nella risposta data da Doreen a chi le chiede chi sia quel buffone seduto fra i tavoli - «È un rappresentante. È mio marito», la laconicità dei due sostantivi, il loro ordine - c'è tutto Carver.
Guardare un quadro costituisce una guida accessibile allo studio e alla comprensione della pittura a partire dall'analisi di singole opere esemplari.
L'autrice accompagna il lettore lungo un tragitto che gli permette di sviluppare le proprie capacità visuali, analitiche e storiche, invitandolo a scoprire il sistema di funzionamento di ogni immagine artistica, i suoi caratteri costitutivi e il loro rapporto armonico all'interno dell'opera.
Ogni capitolo del volume è dedicato agli elementi di base a disposizione dell'artista nel momento in cui realizza l'opera (Composizione, Spazio, Forma, Tono, Colore). Al contempo viene sottolineata l'importanza del tema, il ruolo della tecnica impiegata e il particolare contesto storico d'appartenenza (destinatario, messaggio, intenzione artistica...).
Il volume è illustrato da oltre 100 immagini a colori e in bianco e nero appartenenti alla tradizione europea e americana, da Piero della Francesca a Paolo Uccello, da Caravaggio a Rembrandt, da Van Gogh a Botticelli, da Picasso a Matisse, da Rothko a Kiefer.
Scorre la Senna è un libro senza precedenti nella produzione di Fred Vargas, una raccolta che riunisce gli unici tre racconti, inediti in Italia, mai pubblicati dalla scrittrice francese - Salute e libertà, La notte efferata e Cinque franchi l'una. Protagonista delle tre indagini il più amato tra i personaggi inventati da Vargas, Jean-Baptiste Adamsberg. E come sempre accade nelle indagini del commissario, ironia e mistero, crimini efferati e inattesi colpi di scena si alternano creando un'atmosfera inquietante sottolineata dai disegni in bianco e nero di Edmond Baudoin - illustratore anche dell'unica graphic novel scritta da Vargas, Les quatre fleuves.
Nei tre avvincenti casi di Scorre la Senna i lettori di Vargas ritroveranno tutte le caratteristiche che hanno reso i suoi romanzi dei grandi successi. Se è necessario tutto l'intuito di Adamsberg per risolvere il caso al centro di Salute e libertà, e svelare gli insospettabili legami tra alcune minacciose lettere anonime e l'improvvisa comparsa di un barbone sulla panchina davanti al commissariato, a essere messa alla prova in Cinque franchi l'una è l'inventiva del commissario, alle prese con il testimone di un delitto poco propenso a collaborare. Mentre un omicido commesso la notte di Natale, La notte efferata, è il punto di partenza per una indagine che svela uno scambio di identità e regala ai lettori una riflessione sul Natale decisamente lontana dalla retorica della ricorrenza.
Una raccolta di racconti in attesa del giorno più speciale dell'anno, Natale, argomento per una storia, ma anche semplicemente sfondo, ispirazione o morale.
De Marchi, la Deledda, la sorprendente Haydée, Bianciardi, l'anderseniana Contessa Lara, Verga, Buzzati, Bedeschi, Pirandello, D'Annunzio, Guareschi, Zavattini, ma anche Mozzi e Lodoli, sono solo alcuni tra i venticinque scrittori italiani dell'Otto e Novecento presenti in questo volume.
Ci narrano la solitudine del giorno che più accomuna, la povertà tra l'abbondanza più sfacciata. Rammentano, a chi l'avesse scordata, l'origine della festa, ammoniscono chi dà per scontati la gioia, il calore, la famiglia. Per una volta, infatti, lo scopo dello scrittore non è intrattenere la compagnia, ma ricordarle perché si è riunita; il suo compito, solenne e sentito, è spiegarci che cos'é veramente il Natale.
Evelyn, Strana vigilia di Ceppo
Giovanni Verga, Il Carnevale fallo con chi vuoi; Pasqua e Natale falli coi tuoi
Camillo Boito, Notte di Natale
Marchesa Colombi, Chi prima non pensa in ultimo sospira
Carlo Dossi, Il Natale
Contessa Lara, Miracolo di Natale
Cordelia, Da un Natale all'altro
Ugo Fleres, L'ultimo giocattolo
Emilio De Marchi, Due scarpe vecchie
Gabriele D'Annunzio, Un albero in Russia
Luigi Pirandello, Natale sul Reno
Luciano Zuccoli, Il miracolo
Haydée, Racconto di Natale
Diego Angeli, Lettera trovata
Grazia Deledda, Il dono di Natale
Federigo Tozzi, Il porco del natale
Guido Gozzano, Il Natale di Fortunato
Cesare Zavattini, Racconto di Natale
Dino Garrone, Una notte di Natale
Dino Buzzati, Una torta e una carezza
Giovannino Guareschi, La lettera
Giulio Bedeschi, Da Il Natale degli Alpini
Luciano Bianciardi, I Re Magi
Marco Lodoli, Bolle natalizie
Giulio Mozzi, Ti ricordi quanta neve, l'anno scorso?
1982. In un freddo pomeriggio di gennaio, un vecchio bussa alla porta di villa Grandi. Ha una bizzarra proposta da fare ai giovani sposi Emilio ed Esther, da poco diventati genitori. Sta conducendo una ricerca sui bambini nati in quella zona il giorno di Natale, proprio come la loro piccola Chiara. Tornerà dai Grandi una volta all'anno, ogni inverno e solo per qualche ora, per raccogliere informazioni sulla bambina e, forse, scrivere un libro su di lei. Ma chi è in realtà l'uomo che si fa chiamare Emanuele Libonati, e che un anno dopo l'altro diventa amico dei suoi ospiti, tanto da raccoglierne le confessioni più intime? Qual è il vero motivo del suo interesse per Chiara e per la sua famiglia? E soprattutto, come fa a sapere tante cose sul futuro?
In quello stesso anno, un ragazzo brillante e confuso intraprende a tentoni la sua strada nel mondo, una strada che presto si rivelerà un vicolo cieco.
Ma alzando lo sguardo, a saperla cogliere, c'è la possibilità - per lui e per tutti i protagonisti di questa storia - di porre rimedio agli errori commessi.
Anche per l'anziano poeta che nella Londra del 2028 - resa irriconoscibile da una guerra che sembra tanto un videogioco - chiede udienza alla Chiesa della Divina Bomba, con un progetto in testa covato per vent'anni...
Scritto in una lingua intensa e malinconica, il nuovo romanzo di Tullio Avoledo s'interroga sulla ferocia dei sentimenti e sulle conseguenze dei gesti compiuti da ciascuno di noi - più o meno consapevolmente - un giorno dopo l'altro. Davanti agli occhi stupefatti del lettore si dispiega la folle cronaca dei nostri anni recenti, filtrati da una vicenda in cui i legami famigliari s'intrecciano con le storie di fantascienza raccontate da Philip Dick, e le mille problematiche dell'adolescenza diventano un tutt'uno con l'adorazione quasi isterica per un'icona come Lady D.
Storia dopo storia, si disegna un mondo in cui la colpa e la redenzione, il passato e il futuro, non hanno un rapporto di causa ed effetto ma convivono, assurdamente, nello stesso istante.
L'impavido Coliandro, sovrintendente della Questura bolognese, poi promosso ispettore, è una delle creazioni piú felici di Lucarelli. Il suo modo scalcagnato di irrompere in scena assicura al lettore un divertimento fresco e perenne. Questo volume ne raccoglie le storie.
Nikita racconta l'aspetto noir e metropolitano di Bologna e soprattutto l'incontro di Coliandro con Nikita, una donna bella, giovane, ribelle e punk, piú brillante e intelligente di lui. Insieme formano la coppia piú strampalata e divertente della letteratura noir italiana: il poliziotto pasticcione, roccioso e impulsivo, e la pallida giovanissima sua protetta, che piú di una volta lo deve proteggere.
Con Falange armata, un romanzo leggendario, siamo in una Bologna scossa da fremiti di ogni genere. Coliandro s'imbatte in un molto verosimile complotto eversivo neonazista, al quale, purtroppo, sembra credere solo lui. Lui e Nikita.
Il giorno del lupo, raccontando la storia della nuova mafia, piú spietata di un branco di lupi, si rivela non solo precorritore della realtà, ma anche perfetta macchina logica che ne rivela il funzionamento occulto.
Acre, provocatorio, incalzante e politicamente scorretto, Nero come il cuore ha segnato l'esordio narrativo dell'autore di Romanzo criminale. Sullo sfondo di una Roma antropomorfa, l'avvocato Valentino Bruio, indagando sulla misteriosa morte di un immigrato sudafricano, scopre un losco traffico ai danni dei clandestini. Ora Valentino è davvero nei guai.
In Onora il padre il commissario Matteo Colonna, indagando a Rimini su giovani donne uccise, si imbatte in un serial killer molto speciale.
Un padre. Matteo scopre ben presto che i padri non sanno solo amare, ma anche odiare, e punire. E che la storia lo riguarda molto da vicino.
In Teneri assassini Giancarlo De Cataldo fa sfilare una sconvolgente galleria narrativa di «casi» di ragazzi criminali che sembrano sospesi tra Natural Born Killers e il Truman Capote di A sangue freddo, e sono invece italianissime figure di un piccolo, profondo inferno delle nostre periferie.
Senze indulgenze letterarie, senza svicolamenti psicologici, senza compiacenze formali, ma con una scrittura netta e aguzza, De Cataldo, in queste storie nere, mette in scena pezzi di un mondo fatto di balordi con le loro piccole motivazioni, tutti vittime di un gioco crudele, ma anche tutti attori che recitano, agiscono, uccidono.
Un gregge di capre è chiuso in un centro di comando delle forze speciali americane, le truppe le fissano cercando di stordirle con gli occhi. Soldati americani cantano al nemico canzoncine per bambini. Il direttore dei servizi segreti militari statunitensi si lancia contro un muro convinto di poterlo attraversare, e si spacca il naso. Jon Ronson ricostruisce la storia vera delle incredibili attività tuttora praticate dalla Sicurezza Interna americana, svelando gli aspetti più sconcertanti del conflitto made in Usa in un libro tanto esilarante quanto agghiacciante. Dopo la traumatica esperienza in Vietnam, il colonello Jim Channon propose al Pentagono di rivoluzionare l'esercito americano attraverso il suo Manuale del Primo Battaglione Terra: un testo new age che sostituiva i classici strumenti bellici di distruzione e morte con espedienti piú etici. Musiche ambient per placare gli animi del nemico, agnellini per sciogliergli il cuore, schiuma appiccicosa immobilizzante, strumenti divinatori, manipolazione psichica. Gli uomini di Channon erano certi di poter attraversare i muri o di uccidere con la sola forza dello sguardo. E facevano sul serio. Tanto che le loro tecniche sono state impiegate dopo l'11 settembre nella guerra al Terrore. Un reportage documentato e, al tempo stesso, comico sull'esercito e l'intelligence americani.
«L'universo non è piú quello di un tempo e non è ciò che sembra». Frank Wilczek decide di iniziare cosí questo suo libro, una folgorante carrellata di domande e di possibili risposte sulla struttura ultima dei componenti basilari dell'Universo. Usando costantemente un'ironia sottile e facendo uso di metafore illuminanti, Wilczek - Premio Nobel per la fisica, grazie ai suoi studi sulla cromodinamica quantistica - pone domande cosí «fondamentali» da sembrare spiazzanti. Cos'è la materia? Cos'è lo spazio? Le risposte, benché ancora parziali, rappresentano quasi una sfida al senso comune: «La massa è l'energia contenuta nei componenti piú elementari, in sé privi di massa»; «Lo spazio vuoto è un mezzo complesso, brulicante di attività spontanea».
La fisica contemporanea, presentata qui nell'avvincente racconto di uno dei suoi massimi esponenti, indaga la struttura dell'essere grazie a sofisticati esperimenti e a eleganti costruzioni matematiche, cercando di inglobare in una teoria unitaria anche la gravità - la piú elusiva e flebile delle forze della natura - in un quadro coerente, nel quale anche la bellezza gioca un ruolo importante. Wilczek ci restituisce cosí un mondo nuovo, immaginario ma suscettibile di verifica sperimentale, una possibilità che sarà piú vicina quando l'LHC, il nuovo acceleratore di particelle del CERN, a Ginevra, entrerà pienamente in funzione.
«Nei Principî matematici della filosofia naturale (1686) Isaac Newton formulò tre leggi del moto. Ancora oggi i corsi di meccanica classica di solito iniziano con qualche versione delle tre leggi di Newton. Queste leggi, però, non sono complete. Esiste un altro principio, senza il quale le tre leggi di Newton perdono gran parte del loro potere. Questo principio nascosto era talmente basilare per la sua visione del mondo fisico che Newton non lo considerava come una legge che governa il movimento della materia, bensí come la definizione di ciò che la materia è. Quando insegno la meccanica classica, inizio presentando l'assunto nascosto che chiamo "zeresima legge di Newton". E sottolineo il fatto che è sbagliato! Com'è possibile che una definizione sbagliata sia il fondamento di una grande opera scientifica?
Il leggendario fisico danese Niels Bohr distingueva tra verità ordinaria e verità profonda. La negazione di una verità ordinaria è una falsità. La negazione di una verità profonda è anch'essa una verità profonda. In quello spirito, potremmo dire che un errore è ordinario quando conduce in un vicolo cieco, mentre è profondo quando porta a un progresso. Chiunque può commettere un errore ordinario, ma solo un genio può fare un errore profondo».
Questo volume raccoglie i racconti di Tre donne (1924) e i due di Incontri (1911). Sono indimenticabili ritratti di donne (e di uomini) colti nel magma interiore dei loro sentimenti o, per dirla con Musil stesso, nella «logica scivolosa dell'anima». Tutti i personaggi dei cinque racconti sono trascinati e sommersi dagli istinti come da «una grande ondata purpurea», la loro coscienza sembra perennemente avvolta da una luce ambigua che anticipa quella del Doppio sogno di Schnitzler. Una rivoluzione nel rappresentare il rapporto tra i sessi che, per certi versi, ha inaugurato la letteratura contemporanea.