Dagli inizi del Novecento e in particolare dopo il secondo conflitto mondiale, la coscienza del mondo cristiano si è progressivamente scossa dal torpore secolare che le faceva accettare come irrimediabile la divisione in confessioni e Chiese tra loro indifferenti o nemiche. Il tentativo di superare le divisioni, giudicate diametralmente opposte al comando divino della carità e dell'unità nella testimonianza, costituisce l'essenza del movimento ecumenico. Ma se gli anni del ventesimo secolo possono essere indicati come un'alta stagione del sentimento unitario fra i cristiani, i tempi antecedenti, in cui le divisioni si produssero e si consolidarono, ne sono stati un lungo esempio di gestazione, di intermittenti ma significative anticipazioni, di indagini in qualche modo preparatorie. La Storia del movimento ecumenico, costituita di contributi di grande valore, osserva la crescita del cristianesimo nella storia dal punto di vista della ricerca dell'unità; la convinzione degli autori è che nel cammino millenario delle Chiese si possono scorgere i segni, talvolta apparentemente labili e talvolta più vigorosi, della speranza di essere testimoni e seguaci di un Cristo indiviso.
Dagli inizi del Novecento e in particolare dopo il secondo conflitto mondiale, la coscienza del mondo cristiano si è progressivamente scossa dal torpore secolare che le faceva accettare come irrimediabile la divisione in confessioni e Chiese tra loro indifferenti o nemiche. Il tentativo di superare le divisioni, giudicate diametralmente opposte al comando divino della carità e dell'unità nella testimonianza, costituisce l'essenza del movimento ecumenico. Ma se gli anni del ventesimo secolo possono essere indicati come un'alta stagione del sentimento unitario fra i cristiani, i tempi antecedenti, in cui le divisioni si produssero e si consolidarono, ne sono stati un lungo esempio di gestazione, di intermittenti ma significative anticipazioni, di indagini in qualche modo preparatorie. La Storia del movimento ecumenico, costituita di contributi di grande valore, osserva la crescita del cristianesimo nella storia dal punto di vista della ricerca dell'unità; la convinzione degli autori è che nel cammino millenario delle Chiese si possono scorgere i segni, talvolta apparentemente labili e talvolta più vigorosi, della speranza di essere testimoni e seguaci di un Cristo indiviso.
Perchè il cristianesimo è stato vincitore nello scontro con le religioni pagane e le filosofie dominanti nell'impero romano? A questo interrogativo sono state date diverse risposte che hanno posto in risalto l'una o l'altra causa dell'affermazione cristiana. Il volume, che raccoglie i contributi di alcuni storici stranieri, si propone di portare l'attenzione su una delle suddette cause: l'intolleranza del cristianesimo nei confronti di altre forme religiose presenti nell'impero romano, intolleranza radicata nella convinzione dei cristiani di professare l'unica religione vera. I saggi trattano l'argomento da un punto di vista storico, ricostruendo il contesto giuridico, politico, religioso e teologico dei primi secoli dell'era cristiana.
Il volume propone i testi rivisti di un ciclo di "lectio divina" tenuto dall'autore presso la Foresteria dell'Eremo di Camaldoli. Gli argomenti trattati sono: Battesimo di Gesù. La missione di Gesù. Costituì dodici. Tu sei il Cristo. Il mistero di Maria. I discepoli di Emmaus. La conversione di Paolo. Paolo ebreo da ebrei. Il cieco di Gerico. La chiesa, luogo della festa e del perdono.