"Il recupero di un atteggiamento sapienziale, in mezzo a un così vasto groviglio di sciocchezze e di superficialità ovunque diffuse, costituisce per l'essere umano non solo un riparo protettivo ma, più profondamente, uno sprone e un'incalzante sollecitazione di benefico effetto per sé e per gli altri". (dalla Prefazione). Le riflessioni antiche del libro della Sapienza suonano tonificanti anche oggi al fine di riscoprire le linee orientative per un costruttivo vivere umano nella docilità alla Parola di Dio: portano infatti uno sprazzo di luce e di speranza, di risveglio e di rinnovamento. Il tema mette in campo un aspetto antropologico (la struttura profonda dell'uomo), un aspetto teologico (la presenza di Dio nel sentire dell'uomo), un riferimento cristologico (Gesù, il giusto per eccellenza) e un dinamismo escatologico (l'esito finale dello scontro tra bene e male nella storia). Sono le quattro prospettive che vengono sviluppate nello spiegare l'"unità tematica" del giusto e dell'empio, presente all'inizio del Libro della Sapienza e largamente utilizzata nella liturgia.
Una buona regola di vita non costringe ma guida; apre gli occhi sulla bellezza della fede; negli eventi imprevisti aiuta a tenere fisso lo sguardo sulla meta; indica la via da percorrere con fede nella propria professione, nei luoghi di lavoro, in famiglia.
Il testo della regola della comunità di Reuilly è ricco di una lunga esperienza vissuta, ascoltata, raccolta. Porta l'impronta di colei che l'ha scritta: una donna che parla a una comunità di donne e introduce un linguaggio caratterizzato da preghiera, umanità e poesia. Un testo, i cui capitoli centrali sono certamente redatti per una comunità specifica, ma che si presta a essere un itinerario di fede e d'impegno al seguito di Cristo per ogni credente.
Presentazione. Introduzione. Ecco la regola di un'esistenza santa. Premesse. I. Voi lo amate, senza averlo visto; e ora, senza vederlo, credete in lui. II. Mettersi volentieri al servizio di tutti. III. Voglio entrare in questa sublime condizione dell'ordine e dell'amore. IV. Se vuoi, vieni! V. E tu fosti mia. VI. Alla luce del suo Amen. VII. Liturgia: molteplice incontro. Epilogo. Indice delle referenze relative ai testi in corsivo.
La COMUNITÀ DI REUILLY è una comunità monastica protestante di diaconesse situata nei pressi di Versailles (Francia): dal 1974 al 1995 è stata retta dalla priora suor Myriam (1925-2010), autrice di questa regola di vita. La costituzione della Comunità delle Diaconesse di Reuilly risale al 1841, per impulso del pastore protestante Antoine Vermeil e di Caroline Malvesin. Sulla scorta dell'esempio delle comunità fondate da san Vincenzo De Paoli, le diaconesse si sono poste l'obiettivo di esercitare la carità, nel servizio della comunità e con l'intento di allacciare un dialogo di fraternità tra le Chiese. "Vegliate e pregate": questo il motto consegnato dalla Malvesin alle sue diaconesse.
«Auguro ai Lettori, e a me, la testimonianza che ebbe a dire di don Primo Mazzolari un suo parrocchiano: "Lo vedevamo passare in mezzo a noi... per noi era come il pane!"» (dalla Prefazione).
In sette capitoli, l'opera propone un'interessante selezione di brani del parroco di Bozzolo, su altrettanti temi legati all'Eucaristia.
Un strumento in vista e oltre il Congresso eucaristico nazionale di Ancona (3-11 settembre 2010).
Prefazione (mons. A. Caprioli, presidente del Comitato congressi eucaristici nazionali). 1. Il pane, il vino. 2. La messa. 3. La Comunione. 4. Ripercorrendo il Vangelo. 5. Il mistero della presenza. 6. In sacrificio per voi. 7. Sacramento della carità.
Don LUIGI GUGLIELMONI è parroco e catecheta. Collabora a varie riviste di catechesi e pastorale e ha pubblicato una cinquantina di libri, alcuni dei quali tradotti in varie lingue.
FAUSTO NEGRI, coniugato e con un figlio, è stato docente di religione cattolica ed è impegnato nella pastorale giovanile e familiare.
INSIEME, sono autori di numerosi testi e sussidi educativi. Presso le EDB hanno pubblicato Il tredicesimo in campo. Atleti di Dio con Paolo di Tarso (22009) e di P. Mazzolari hanno curato L'amore più grande. Via Crucis (2009), La mia miseria, la tua misericordia. Preghiere (2009) e Seminatori della Parola. Don Primo Mazzolari ai catechisti e agli operatori pastorali (2009).
Cosa fanno i laici in parrocchia
Una ricerca e alcune riflessioni di G. Villata
L’incerta primavera araba
Il convegno internazionale della Fondazione Oasis nel racconto di M.E. Gandolfi
La Spagna divisa è unita sul papa
Il reportage di G. Brunelli e F. Strazzari da un paese che attende Benedetto XVI esitando tra laicismo e nazional-cattolicesimo
Una valigia di libri e di idee
L'inserto dei Libri del mese di luglio è impreziosito dalle informazioni bibliografiche di F. Ruggiero, M. Campedelli e A. Deoriti
Studio del mese
Tornare al Vangelo
S. Pintor e M. Semeraro sugli Orientamenti pastorali
Il volume, frutto di anni di presenza sul campo, è un viaggio nell'interiorità di quanti sono colpiti da diverse vulnerabilità fisiche, psichiche e spirituali. Propone un quadro rappresentativo e non esaustivo delle tante infermità. Lo strumento è ad uso di quanti si trovano a stare accanto a chi vive l'esperienza della sofferenza e quindi in particolare di operatori pastorali, volontari, medici, infermieri, assistenti sociali, cappellani negli ospedali, parenti e amici di chi è malato.
Ogni capitolo offre un itinerario per comprendere meglio le singole patologie, non tanto dal punto di vista medico, bensì dal punto di vista umano e spirituale. Presenta una descrizione della malattia, alcune dinamiche psicologiche ricorrenti, un riferimento biblico, una testimonianza o un colloquio con un paziente e alcune indicazioni pastorali. L'ultimo capitolo non tratta di una patologia specifica, ma del destino inevitabile di ogni essere vivente, vale a dire l'esperienza del morire, con alcune indicazioni sull'accompagnamento dei morenti.
«Addentrarsi nelle diverse mappe dei sofferenti significa capirne meglio le istanze, i pensieri e i sentimenti; accoglierne i disappunti, gli sfoghi e le speranze ed essere "compagni di viaggio", non tanto per portare loro le proprie certezze, risorse o il proprio Dio, ma per scoprire i valori, le risorse e il Dio che abita in ognuno» (dalla Presentazione).
ARNALDO PANGRAZZI è nato a Cles (Trento) nel 1947. Ha completato gli studi di teologia presso i gesuiti del Weston College di Boston e dopo l'ordinazione (1974) ha lavorato per sei anni al St. Joseph Hospital di Milwaukee, dove ha dato vita a gruppi di mutuo aiuto per malati di cancro, persone in lutto, familiari di suicidi, soggetti che hanno tentato il suicidio e genitori che hanno perso un figlio. Dal 1983 al 1989 è stato consultore generale dell'Ordine Camilliano, con il compito di animare il Segretariato per il ministero. Dal 1992 al 1998 ha coordinato il servizio di cappellania presso l'Ospedale Santo Spirito a Roma. Dal 1987 è docente di pastorale e di formazione pastorale clinica presso il Camillianum, ove è stato vicepreside dal 2000 al 2006. La sua tesi di dottorato è dedicata a L'enneagramma e l'antropologia cristiana: un modello per il mondo della salute. Dal 1998 è presidente dell'Associazione Italiana Enneagramma. Ha scritto una quindicina di volumi sui temi della malattia e di pastorale sanitaria, oltre a numerosi sussidi, articoli e contributi a dizionari ed enciclopedie.
Opera di riferimento per la sua originalità e precisione esegetica, il commentario di p. Aletti esamina e discute le recenti interpretazioni sull'organizzazione e i temi strutturanti la Lettera ai Colossesi. Ha quindi il merito di far progredire, e in modo determinante, in parecchi punti l'interpretazione del testo.
Oltre all'aggiornamento della bibliografia, di questa nuova edizione va segnalata la novità della parte conclusiva, in cui l'autore sintetizza i risultati della sua ricerca: i temi portanti della lettera, l'«errore» di Colossi, lo specifico teologico di Colossesi (l'uso di mysterion, le categorie soteriologiche, le motivazioni cristologiche), l'autenticità della lettera.
JEAN-NOËL ALETTI è docente di Nuovo Testamento al Pontificio Istituto Biblico di Roma, ove è stato anche decano. È noto per la sua competenza in narratologia; specialista di Paolo, tra le sue opere ricordiamo: Gesù Cristo: l'unità del Nuovo Testamento?, Roma 1995; La Lettera ai Romani e la giustizia di Dio, Roma 1997; presso le EDB ha pubblicato Il racconto come teologia. Studio narrativo del terzo Vangelo e del libro degli Atti degli Apostoli (2009).