MEMORIA DIMEZZATA. I CAMPI FASCISTI NELLE TESTIMONIANZE SLOVENE (LA)
Autori: VERGINELLA MARTA, LUTHAR OTO, STRLE URSKA
Editore: DONZELLI
Data di pubblicazione: Maggio 2025
Collana: SAGGI. STORIA E SCIENZE SOCIALI
Codice: 9788855226899
Dimensioni: 21,6 cm x 15,3 cm x 2,2 cm
Peso: 342 g
Pagine: 320
Disponibilità: DISPONIBILE IN 6/7 GIORNI
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Descrizione di "MEMORIA DIMEZZATA. I CAMPI FASCISTI NELLE TESTIMONIANZE SLOVENE (LA)"
Molti campi di internamento fascisti furono caratterizzati da condizioni brutali, paragonabili a quelle dei campi nazisti; non pochi erano riservati alla popolazione slovena. È questa una delle pagine più buie della politica coloniale e bellica del regime: una storia rimossa, trascurata anche dalla storiografia italiana, così come da quella slovena. Tra il luglio e il novembre del 1942 fu portata avanti una grande offensiva nei territori sloveni, prima con il massacro della popolazione civile e poi con la deportazione di circa 30000 persone. Intere famiglie furono imprigionate nei campi fascisti, dove vennero sottoposte a un trattamento durissimo. Per la maggior parte si trattava di sloveni ribelli, ma anche di amici e familiari - bambini compresi - dei partigiani: contro di loro l’azione degli italiani, che si prefiggevano di fascistizzare l’area occupata, fu crudele e sistematica. In ciò il regime proseguiva una strada già sperimentata nei campi di internamento africani, gravata tuttavia da un atteggiamento del tutto particolare - di affinità e insieme diffidenza, di superbia e insieme di timore - mostrato tradizionalmente nei confronti della popolazione slovena. Attraverso un accurato e minuzioso lavoro di storia orale, gli autori del volume danno voce a coloro che sulla propria pelle subirono la deportazione: sono loro - all’epoca per lo più bambini - a raccontare, portando alla luce vicende di sofferenza e di violenza, ma anche episodi di solidarietà. Intrecciando le testimonianze con la ricostruzione del contesto europeo, si compone il quadro storico generale e si indagano le ragioni per le quali questo trauma collettivo per troppo tempo ha faticato - e tuttora fatica - a emergere e a essere presente in tutta la sua complessità nella memoria comune slovena e in quella italiana.