FIERA DELLE FALSITA'. VIA RASELLA, LE FOSSE ARDEATINE, LA DISTORSIONE DELLA MEMO
Autori: KLINKHAMMER LUTZ, PORTELLI ALESSANDRO
Editore: DONZELLI
Data di pubblicazione: Marzo 2024
Collana: SAGGINE
Codice: 9788855225755
Dimensioni: 16,9 cm x 11,7 cm x 1,5 cm
Peso: 104 g
Pagine: 144
Disponibilità: DISPONIBILE IN 6/7 GIORNI
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Descrizione di "FIERA DELLE FALSITA'. VIA RASELLA, LE FOSSE ARDEATINE, LA DISTORSIONE DELLA MEMO"
Il 24 marzo 1944, 335 persone vengono fucilate a Roma, nelle Cave Ardeatine. Non è l’unico crimine nazifascista in Italia né quello più sanguinoso. Eppure, a ottant’anni di distanza, continua a suscitare polemiche. Perché quella strage produce ancora oggi leggende, racconti sbagliati, falsificazioni, errori, menzogne? A partire da questo interrogativo prende avvio il dialogo tra Lutz Klinkhammer e Alessandro Portelli: uno storico tedesco, autore di studi decisivi sull’occupazione nazista in Italia, e uno dei fondatori della storia orale, che con L’ordine è già stato eseguito ha segnato una tappa fondamentale nella ricerca sulle Ardeatine. In questo ascolto reciproco, i due approcci si arricchiscono a vicenda, illuminando tutti gli aspetti di un crimine nazista - e del suo rapporto con l’azione partigiana di via Rasella - che rappresenta tuttora una ferita aperta. Se infatti la composizione delle vittime - provenienti da tutta Italia (e non solo), appartenenti a tutte le classi sociali e a tutte le famiglie politiche - ne fa un evento unificante, la memoria pubblica, inquinata da falsificazioni, ne fa un evento divisivo, in un paese che stenta a riconoscersi nella fondazione costituzionale antifascista. Attorno alle Fosse Ardeatine si è addensato un senso comune che rovescia le responsabilità del massacro accusando i partigiani di non averlo prevenuto consegnandosi ai nazisti - quando in realtà l’idea di condizionare la rappresaglia alla resa dei partigiani non fu mai presa in considerazione. Una falsa narrazione che è diventata un pretesto per mettere in discussione l’intera moralità della Resistenza. Aspetto, quest’ultimo, che nel volume viene sviscerato e ampliato, affrontando, su tutti i versanti, le domande sulla legittimità e i limiti dell’uso della violenza, sulla difficoltà di riconoscere l’umanità delle vittime e fare i conti con quella dei perpetratori, sui meccanismi culturali messi in moto quando si tratta di rimuovere e mistificare le responsabilità.