
La lettera enciclica Magnifica Humanitas è un monito all'umanità sul «pericolo di smarrire il proprio volto». La magnifica umanità la si ritrova in Gesù Cristo, nel quale il mistero dell'uomo «trova vera luce». L'enciclica si riconnette idealmente alla Rerum novarum di Leone XIII di cui si celebra quest'anno il 135° anniversario, e ripercorre quelli che sono, oggi, i problemi più urgenti della convivenza umana a livello globale. Dopo alcune riflessioni sul magistero sociale della Chiesa e sui beni non negoziabili che la Chiesa è chiamata a difendere, l'Enciclica affronta le sfide poste dall'uso dell'intelligenza artificiale, osservata nell'ambito più ampio del «paradigma tecnocratico», che vede i nostri limiti come un difetto da eliminare, mentre essi fanno parte integrante della nostra natura. La proposta cristiana è il compimento dell'umano, «non deriva da una divinizzazione tecnologica, ma da quella operata dalla grazia di Dio ricevuta in Cristo». Il lavoro della Chiesa e dei cristiani sarà dunque «custodire l'umano nella trasformazione». L'Enciclica conclude il discorso ponendo in primo piano l'importanza di una civiltà dell'amore che ha risonanze sia sociali sia personali, una civiltà nella quale «tutti possiamo fare la nostra parte». Guida alla lettura di Antonio Spadaro, S.I. (sottosegretario del Dicastero per la cultura e l'educazione).
«Come credente tra i credenti invito a contemplare nel volto del Figlio una magnifica umanità che illumina anche il tempo dell'IA… Anche quando le macchine eccellono nell'efficienza, il centro della storia rimane un volto umano che chiede di essere guardato. Questo volto umano è la pienezza verso cui cammina la storia». (Leone XIV)
Al suo interno sono raccolti in ordine cronologico discorsi, omelie, catechesi e tutta la sua attività istituzionale dal 1° gennaio 2019 al 30 giugno 2019.
In un tempo segnato da crisi profonde e incertezze dilaganti, questo volume è una guida luminosa per riscoprire la dottrina sociale della Chiesa. Essa è come una bussola per l'azione del cristiano nel mondo. Non è un sistema rigido o chiuso, ma un patrimonio dinamico, aperto a nuovi contributi e arricchimenti, purché non ne vengano alterati i princìpi fondamentali. Lo ricorda anche papa Leone che, in queste pagine, come osserva mons. Vito Angiuli in Prefazione, troverà una risposta ai suoi auspici per una rinnovata valorizzazione della dottrina sociale. Attraverso una riflessione rigorosa e attuale, l'autore invita il lettore ad approfondire i princìpi fondanti che, radicati nella fede e nella ragione, offrono orientamento e speranza per la società contemporanea. Analizzando sfide, minacce e nuove opportunità, il testo si fa compagno di viaggio per chi desidera costruire un mondo più giusto, solidale e conforme al piano di Dio, riscoprendo la bellezza di una convivenza ispirata al bene comune e al mistero della persona. Prefazione di Vito Angiuli.
Con sinteticità e chiarezza l’Autore presenta le ragioni teologiche utilizzate dal Documento Finale del Sinodo del 2024 per sostenere che la sinodalità è una dimensione costitutiva della Chiesa (nn. 12, 28). Il DF pone al vertice di tali ragioni teologiche il Battesimo, perché essendo ricevuto da tutti ed elevando tutti alla figliolanza divina, permette a tutti i cristiani di radunarsi insieme, testimoniare insieme, discernere insieme e camminare insieme verso una piena e visibile unità (nn. 15, 21). Per dar forza a questa sua affermazione, il DF sostiene che l’intero cammino sinodale si è svolto nella luce del magistero conciliare e che il Concilio Vaticano II è stato l’ispiratore di tutto il contenuto del DF (n. 5). Tale premessa, tuttavia, provoca non poca sorpresa nel lettore; non tutti concordano al riguardo, anzi, molti ne sono in pieno disaccordo, come dimostrano i numerosi dibattiti teologici sorti sul tema della sinodalità nel periodo postsinodale. Ecco allora la necessità di fare chiarezza, certi che le obiezioni sollevate in queste pagine possano aiutare il lettore a capire l’importanza del tema della sinodalità nella Chiesa e a fugare il rischio di possibili fraintendimenti.
***** IN SPEDIZIONE DAL 25 MAGGIO 2026 *****
Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Prima Enciclica di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della dignità e del valore della persona umana nella nostra epoca, segnata dall’avvento dell’intelligenza artificiale. Un testo atteso in tutto il mondo da moltissimi lettori per l’autorevolezza del Magistero Pontificio e per l’attualità della tematica, che ormai tocca quotidianamente la vita di ciascuno.
Robert Francis Prevost nasce il 14 settembre 1955 a Chicago. Nel 1977 entra nel noviziato dell’Ordine di sant’Agostino. Il 29 agosto 1981 emette i voti religiosi definitivi. Il 19 giugno 1982 è ordinato sacerdote. Nel 1984 consegue la licenza in diritto canonico, seguita nel 1987 dal dottorato, a Roma. Lavora negli Stati Uniti e in Perù. Nel 2001 è eletto Priore generale. Nel 2014 viene nominato Amministratore apostolico e, nel 2015, Vescovo di Chiclayo, in Perù. Nel 2020 diventa anche Amministratore apostolico di Callao. Nel 2023 Papa Francesco lo nomina Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. Viene creato Cardinale il 30 settembre 2023. È eletto Papa l’8 maggio 2025: sceglie il nome di Leone XIV.
Nei suoi dodici anni di pontificato, Francesco ha tenuto numerosi discorsi e interventi rivolti alla Chiesa che è in Italia, indirizzando le sue parole sia alla comunità dei credenti sia all'intera società italiana. Per la prima volta vengono raccolti qui tutti questi testi, con i quali si va tracciando una mappa ampia e documentata di quanto il Pontefice venuto «quasi dalla fine del mondo» ha detto rivolgendosi alla sua nuova "patria d'adozione", l'Italia.
Missione, misericordia, Chiesa in uscita: su queste direttrici, fra le altre, si è dipanato il Magistero di Papa Bergoglio alla Chiesa italiana, riassunto in quell'intervento "programmatico" che fu il Discorso al Convegno ecclesiale di Firenze, in cui usò l'espressione che dà il il titolo a questo testo. Come scrive il il Cardinale Matteo Zuppi nella Prefazione «con le sue parole, Francesco ci ha incoraggiati a camminare, a non chiuderci, a dialogare mettendoci prima in ascolto sincero dell'altro, a non lasciarci addomesticare dalla stanchezza, dall'abitudine, da quella rassegnazione che sembra prudenza e, invece, è paura». Queste pagine restituiscono la voce coraggiosa e profetica di Francesco che chiede ancora oggi ai cattolici italiani: «Andate avanti!».
L'elezione del cardinale Robert F. Prevost come pontefice, col nome di Leone XIV, ha suscitato immediatamente l'interrogativo su come il nuovo papa si sarebbe caratterizzato in rapporto al suo immediato e carismatico predecessore. Tra i pochi appigli disponibili per azzardare un pronostico, qualche curiosità si è appuntata sull'accostamento dei due nomi pontificali, che richiama suggestivamente il rapporto di discepolo e di fedeltà che aveva legato a Francesco d'Assisi il suo segretario e fidato compagno frate Leone. Le spiegazioni dello stesso Prevost hanno chiarito che il riferimento intenzionale era a papa Leone XIII, papa a cui viene riconosciuto l'avvio della dottrina sociale della Chiesa (dall'Introduzione)
Se fin dalla creazione la natura del mandato all’umanità è quella di soggiogare la terra (cfr. Gen 1,28) e di coltivarla e custodirla (cfr. Gen 2,15), la rottura del rapporto con il Creatore diventa rottura del rapporto con la Creazione, al punto tale da arrivare alla rottura del rapporto con la terra (Laudato si’, 66), rendendola - per opera delle sue mani e della sua tecnologia - addirittura pericolosa per l’uomo stesso. Questo agile volume si inserisce in una consolidata storia di ricerca dedicata al tema del rapporto tra salute, ambiente e lavoro. Le voci sono diverse, si susseguono partendo dal principio espresso da papa Francesco che "tutto è in relazione". L’obiettivo non si ferma mai solo a denunciare, ma sempre anche - a partire dallo stare vicino alle persone che vivono una condizione di sofferenza - a incontrare, confrontarsi e dialogare con chi svolge attività di studio e di ricerca, come pure con chi riveste un ruolo istituzionale.
Prosegue la Collana degli Insegnamenti di Papa Francesco. Al suo interno sono raccolti in ordine cronologico discorsi, omelie, catechesi e tutta la sua attività istituzionale dal 1° Gennaio 2018 al 30 Giugno 2018.
Quo vadis, humanitas? (Dove vai, umanità?) della Commissione Teologica Internazionale nasce in occasione del 60° anniversario della Costituzione Pastorale Gaudium et spes (1965-2025). Il Documento analizza l'impatto della rivoluzione digitale guidata dall'Intelligenza Artificiale (IA) e si struttura attorno a quattro categorie: sviluppo, vocazione, identità e condizione drammatica dell'essere umano. Al centro, il confronto critico tra transumanesimo e il postumanesimo, presentati come movimenti che «smarriscono l'integralità dell'essere umano».
Lettera di Giovanni Paolo II indirizzata a tutte le donne del mondo, scritta nel segno della condivisione e della gratitudine, mentre si preparava la IV Conferenza Mondiale sulla donna a Pechino nel 1995, promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nella lettera il Papa esprime il pensiero della Chiesa in difesa della dignità, del ruolo e dei diritti delle donne, parlando al loro cuore e alla loro mente. Giovanni Paolo II invitava le Nazioni Unite a valorizzare «il genio della donna» e «a mettere in luce la verità sulla donna».

